Domus del Chirurgo, Rimini

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Il sito di eccezionale interesse archeologico, storico e artistico, è un bene dello Stato che insiste su un terreno del Comune di Rimini. La Domus del II secolo, venne scoperta nel 1989 durante i lavori di sistemazione dell’area adibita a giardino pubblico di Piazza Ferrari. Dopo un susseguirsi di campagne di scavo, nel 2001 ha avuto inizio il progetto di valorizzazione e fruizione con costruzione di una struttura permanente che incorpora lo scavo e nel 2007 l’area archeologica è stata aperta al pubblico. 

A seguito dell’apertura si sono susseguite nel corso degli anni attività conservative puntuali e disorganiche condotte nell’ottica dell’emergenza. 

Il presente progetto a differenza dei precedenti, è stato concepito per dar avvio ad una pianificazione conservativa programmata ed ha interessato i pavimenti  musivi degli ambienti nella porzione settentrionale della Domus del Chirurgo (Vestibulum, Atrium, Oecus, Sudatorium, Latrina e settore a ovest del Vestibulum), le soglie lapidee che dividono i vari ambienti, i muri e i pilastri, nonché degli spazi aperti circostanti agli ambienti e due cisterne (quella più piccola nel cortile e il pozzo-cisterna vicino all’Oecus).

Le scelte operative d’intervento, in accordo con i Funzionari Archeologi e Restauratori dell’Ente Committente (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì e Cesena-Rimini), sono state concepite e condotte nel pieno rispetto del principio del minimo intervento, salvaguardando le patine originali e secondo il concetto di ritrattabilità.

Oltre alla documentazione grafica realizzata su ortofoto per la mappatura delle forme di degrado e degli interventi realizzati, l’intervento ha compreso le fasi di pulitura per la rimozione di depositi superficiali e macchie solubili, la desalinizzazione, l’asportazione di stuccature inidonee, il preconsolidamento e il consolidamento  tramite infiltrazioni di malta, la garzatura di protezione e  sostegno dei margini del tessellato, la riadesione di parti mobili e frammenti distaccati di sottofondo in coccio pesto,  il riallettamento di tessere musive distaccate, il consolidamento di conci mobili,  la stuccatura e il riempimento delle principali lacune dei manti  musivi con materiale inerte a secco.

Infine, su tutti gli ambienti circostanti già sottoposti a precedenti interventi di  restauro (Triclinio, Vano Orfeo, Cubiculum e Corridoio), si sono realizzate attività di rilevamento grafico dello stato di conservazione e di pulitura generalizzata allo scopo di dare omogeneità di lettura all’intera area.